Pillars in the sky

Few things have left a mark in my memory as much as the natural reserve of Wulingyuan. Located in the heart of southern China, Zhangjiajie is a sleepy village that lies on one of the entrances of this enchanting park and we used it as our base for some excursions on the peaks.

The landscape is indeed unique, unlike any mountain I had ever seen. Giant pillars of stone rise hundreds of meters above a semi-flat forest cover. They often look scary as their bases can be much thinner than their tips. In rainy mornings, the mist completely hides the lower valleys, showing an eerie landscape where the peaks come out of a sea of clouds. These landscapes inspired a lot of chinese artists, who came like pilgrins in these lands just for admiring such views.

Incredibly enough, there are even people who live on the tops of the peaks. Tiny villages survive, protected by the Chinese authorities, and the people there seem to live on very little, farming chickens, ducks and bees and gathering small amounts of timber, as well as taking care of the park itself. Some of these people belong to minority ethnic groups such as the Tujia, and as our guide told us they look different from the Chinese and still largely maintain their own language, traditions and culture.

We initially badly underestimated the distances on the maps. Our first climb was physically intense, but fatigue dissipated every time we reached a grove where our hearts pounded in the breath-taking views of Wulingyuan peaks against the sunset. Only once we reached the top we realised that there wasn't enough time to go back down before dark. The result was a long run down the stairs of the steepest path under the dying blue light of the sky, that ended in complete darkness, amongst loud toads and slippery stones. Fortunately, my mobile had enough charge to keep a small torch on until our trembling knees found releif in the village again.

Zhangjiajie has suffered a downturn in its tourism-driven economy because of the earthquake that killed tens of thousands in central China. The whole sector is suffering even outside the affected areas. The result was that prices were unusually bargainable and restaurants owners chased after the few tourists trying to offer special deals on dinners. It was a bit sad to see that the whole village was badly overstaffed, despite the fact that we got better service and prices this way. One evening we got literally picked up by an old woman who took us to a little restaurant managed by her family. For a very small price we got a huge and delicious dinner, surrounded by cages where some of their live ingredients (chickens, phaesants, toads and even snakes) were on display, ready to be picked for dinner.


Pochi posti hanno lasciato un segno nella mia memoria quanto la riserva di Wulingyuan. Situato nel cuore della Cina meridionale, Zhangjiajie e' un tranquillo paesino che si trova in uno degli ingressi nel parco nazionale, e l'abiamo usato come base per le nostre escursioni ai picchi.

Il paesaggio e' di certo unico, diverso da ogni montagna che io abbia mai visto. Giganteschi pilastri di pietra si innalzano per centinaia di metri sopra una coltre di foresta quasi piatta. Spesso hanno un aspetto sinistro, dato che la loro base e' talvolta molto piu sottile della cima. In certe mattinate piovose, le nuvole nascondono completamente le valli sottostanti, mostrando un paesaggio spettrale dove i picchi escono come isole da un mare di foschia. Questi paesaggi hanno ispirato molti artisti cinesi, che vennero in pellegrinaggio in queste terre per poter ammirare tali viste.


Incredibilmente, ci sono perfino persone che ci vivono, su questi picchi. Minuscoli villaggi sopravvivono oggi, protetti dalle autorita' cinesi, e le persone li sembrano vivere di poco, con allevamenti di polli e anatre, con un po' di apicoltura, tagliando legna e prendendosi cura del parco stesso.

Dapprima abbiamo sottovalutato brutalmente le distanze sulla mappa. La nostra prima salita e' stata fisicamente intensa, ma la fatica e' sparita ogni volta che abbiamo raggiunto una radura, dove i nostri cuori hanno palpitato nelle viste mozzafiato dei picchi di Wulingyuan contro il tramonto. Una volta raggiunta la cima pero', abbiamo realizzato che non c'era piu' abbastanza tempo per tornare al villaggio prima che facesse buio. Il risultato e' stata una lunga corsa giu per le scale del sentiero piu' ripido sotto l'azzurra luce morente del cielo, che e' finita in completa oscurita', tra grassi rospi e viscide rocce. Per fortuna, il mio cellulare aveva abbastanza batteria per tenere accesa una piccola torcia finche' le nostre ginocchia tremanti hanno ritrovato sollievo nel villaggio.

Zhangjiajie ha sofferto un calo nella sua economia basata sul turismo, a causa del terremoto che ha ucciso decine di migliaia di persone nella Cina centrale. L'intero settore sta soffrendo perfino fuori dalle aree direttamente colpite. Il risultato e' stato che i prezzi erano piu' negoziabili del solito, e che i gestori dei ristoranti andavano a caccia dei pochi turisti proponendo loro offerte speciali per cena. E' stato un po' triste vedere che l'intero villaggio era brutalmente sottoutilizzato, sebbene fossimo noi quelli che ne hanno tratto i vantaggi. Una sera siamo stati letteralmente prelevati dalla strada da una anziana che ci ha portati in un ristorantino gestito dalla sua famiglia. Per un prezzo molto basso, ci ha offerto una gigantesca e deliziosa cena, che abbiamo assaporato in mezzo alle gabbie dove alcuni dei loro ingredienti vivi (polli, fagiani, rospi e perfino serpenti) erano in mostra, pronti per essere selezionati per la cena.
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