Out of the wall

Finally we're outside the great firewall of China! We're in Vietnam! Yay! We spent two very quick days in Ha Noi, the capital city of Vietnam and a lot of differences immediately stroke us coming out of China.

First, maybe the most important: the Sun! Vietnam energy provision is not as heavily reliant on burning coal, or maybe the energy demand per person is much lower. But the fact is that the Sun is much brighter in this country, even in a polluted city such as Ha Noi. The side effect of the cleaner air is that people do not suffer from breathing problems like in China. Therefore they don't spit or snot on the ground as much!

Ha Noi is a pretty big city, but most of the streets feel like we are in a ultra-busy small town. Small lanes crowded with speeding scooters are the main landscape in the city centre, and crossing the street can involve several heart attacks. The right technique is to walk in front of the traffic slowly and staring at the coming people, making your way across the street. Never run to avoid the scooters, as such sudden movements are hard for them to read and could have disastrous effects. Even when not crossing, walking along the streets requires attention, because all sidewalks are completely used up by parked scooters, so people have to walk on the street.

Scooters are not just the main private medium of transport. They greatly outnumber taxis for public transport too. We got one to go to the ethnic museum after bargaining a lot. And when I say "we got one", I mean that on one scooter there was the driver, me and Suzie squeezing on the seat. Being in three is not that bad though. We even saw a family of five once on a single scooter. It was fun, except the driver had no idea where to go and got us lost. Plus, I burnt myself on the muffler. Hurray.

Fruit in Vietnam is really delicious, and coming from London the difference is so strong that it feels like I had eaten rubber fruit for two years. Actually... most food gets more tasty coming out of London...

We didn't actually do too much in Ha Noi. We couldn't skip the Ethnic Minorities Museum though, where we got to see the countless nationalities that live in Vietnam. Some are specialised in hunting, others in making hats but the important thing is that: the Viet grow rice, the Thai grow rice, the Miao grow rice, and so do the other 20 or so groups... I wonder why they have to specify that each single ethnic group grows rice since they all do!

In the evening we had dinner in a peculiar type of restaurant. It was mixed cuisine, Viet and western, and all cooks and waiters are very young people taken from the streets and trained to give them a better future. None of them were Suor Germana or Gordon Ramsay, but the food was ok and we felt like we did some good at the end of the night.

The timing for visiting Vietnam was probably not the best, as this is rainy season. And when I say rainy I don't mean those annoying drops that fall in London, not enough for an umbrella but enough to keep the mood grumpy. I mean the whole black sky falls down for about one hour, before the Sun shines again! These are the tropics!

Finalmente, siamo fuori dal firewall cinese! siamo in Vietnam! Abbiamo passato due giorni veloci ad Hanoi, capitale del Vietnam, e siamo stati colpiti da un sacco di cambiamenti rispetto la Cina.

Primo, forse il piu' importante... il Sole! La provvigione energetica vietnamita non si basa sul carbone o forse la richiesta per persona e' piu' bassa... fatto sta che il sole qui e' molto piu' brillante, perfino in una metropoli inquinata come Hanoi. Un'altro effetto dell'aria piu' pulita e' che la gente non soffre di problemi respiratori e quindi non scatarra per terra altrettanto!

Hanoi e' una citta' piuttosto grossa, ma la maggior parte delle strade la fanno sembrare un paesino affollato. Piccoli vicoli pieni di gente e di motorini sono il paesaggio tipico nel centro citta', e attraversare la strada puo' comportare piu' attacchi di cuore che metri attraversati. La tecnica corretta consiste nel camminare davanti al traffico lentamente e regolarmente, guardando attentamente se passare prima o dopo ciascun mezzo. Mai correre per evitare i mezzi, dato che i movimenti improvvisi sono difficili da prevedere, e potrebbero avere effetti disastrosi. Anche quando non si sta attraversando, camminare lungo la strada richiede una certa attenzione dato che tutti i marciapiedi sono interamente ricoperti di motorini parcheggiati e bisogna camminare sulla strada.

I motorini non sono soltanto un mezzo di trasporto privato, ma fungono anche da taxi. Ne abbiamo preso uno per andare al museo, e quando dico "ne abbiamo preso uno", intendo dire che eravamo in tre sul motorino, l'autista e noi due. Ma non e' poi tanto male. Abbiamo visto perfino famiglie di sei su un singolo sellino. E' stato divertente, eccetto che l'autista non aveva idea di dove andare e ha finito col farci perdere. In piu' mi sono bruciato il polpaccio con la marmitta dato che non c'erano poggiapiedi a sufficienza per tutti.

La frutta in Vietnam e' veramente deliziosa, e venendo da Londra la differenza diventa cosi' grande che sembra di aver mangiato gomma per due anni. In realta', la maggior parte dei prodotti freschi sono assolutamente piu gustosi di quelli inglesi.

Non abbiamo fatto poi granche' in Hanoi. Non ci siamo persi tuttavia il museo delle minoranze etniche, dove abbiamo potuto vedere le miriadi di nazionalita che convivono in Vietnam. Alcune sono specializzate nella caccia, altre nel fabbricare cappelli, ma la cosa piu importante e' che i Viet coltivano riso, i Thai coltivano riso, i Miao coltivano riso, gli Han coltivano riso, e cosi' fanno tutte le altre. Ora indovinate su cosa si e' basata la nostra dieta? Bravi.

In serata siamo andati a cenare in ristorante particolare. La cucina era mista, Vietnamita ed occidentale (e fin li nulla di strano, a Roma ho visto dei ristoranti indiani servire sushi), ma ciascun cuoco e cameriere erano giovani presi dalle strade ed addestrati perche' potessero avere un futuro migliore. Nessuno di loro era Suor Germana, o Gordon Ramsay, ma il cibo non era malaccio e ci siam sentiti di aver fatto qualcosa di buono.

La stagione in cui abbiamo visitato il Vietnam non e' probabilmente la migliore, e' la stagione delle piogge. E quando dico piogge non intendo quelle goccioline fastidiose che cadono a Londra, non abbastanza per aprire l'ombrello e troppe per arrivare a casa asciutto. Voglio dire che qui in mezz'ora cade l'intero cielo nero in terra, prima che il Sole splenda poi di nuovo. Questi sono i tropici!
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