Tobolsk: wrong way, turn back!

Our holiday planning was based on the recommendation of our “Lonely Planet” book on Russia. We decided to allocate three days to Tobolsk. This little town used to be the place of exile of Tsar Nicholas II and Dostoevsky among others. It is a little off the main railway, so it took a few kilometres by bus to reach it. What we found was a bit of a shock.

We found a nice Kremlin (fortress) on top of a hill. Enclosed within triangular walls, there are two beautiful churches. We managed to sneak inside one. To show respect, women are expected to cover their heads with scarves. The fashion conscious younger women, however, wear scarves to match their trendy jackets, mini skirts and high heels!

Other than that there is really nothing to see or do. A tiny museum, a few shops, no cafes or bars that we could detect, one restaurant. The book in particular recommended the old town, so we visited it. There were rotting, skewed and twisted wooden houses, but not as picturesque as the slums in Tiumen, lots of stray dogs and plenty of sand and roadworks everywhere. The Siberian wind was creating sand waves and whirlwinds all over. In the distance, across the river, we could make out factories and oil extraction facilities, plus a few eyesores of soviet architecture.

There is definitely not much to fill three days with, and so we are taking it easy, relaxing, reading and walking around.On the other hand, I have to say that the people are really nice here. They try hard to understand and to be understood despite the language barriers, they are helpful and ready to smile back to our embarrassed faces. Every shop here seems to be selling mostly the same things. Whole dried fishes, small local semi-dried sausages and pickles are among the most popular products.

Abbiamo programmato le vacanze in siberia in base alle raccomandazioni che abbiamo letto sulla nostra guida. Cosi' abbiamo deciso di allocare tre giorni a Tobolsk. Questa cittadina e' stata il luogo dove lo zar Nicola II e Dostoevsky tra gli altri sono stati esiliati. Si trova un po' spostata rispetto alle linee dei treni principali e perfino per arrivare alla sua stessa stazione dei treni ci vuole un bus che viaggia per un po' in campagna. Quello che abbiamo trovato e' stato pero' un po' uno shock.

Abbiamo trovato un bel Cremlino (fortezza) in cima ad una collina. Racchiuse tra mura triangolari, ci sono due bellissime chiese ortodosse. Siamo riusciti ad entrare in una. Per dimostrare rispetto, qui le donne devono coprire la testa con uno scialle. Le ragazze piu alla moda pero', usano scialli che si abinnino bene con le loro giacchette, minigonne e tacchi alti!

A parte quello, non c'e' veramente quasi nulla da vedere e da fare. Un museo minuscolo, pochi negozi, nessun bar, un ristorante. Il libro in particolare ha raccomandato di vedere la citta' vecchia cosi' ci siam andati. C'erano case in legno in putrefazione, piegate grottescamente dal vento. E tuttavia non erano altrettanto decadenti e pittoresce quanto quelle nei sobborghi poveri di Tiumen. C'erano molti cani randagi e moltissimi lavori in corso e cumuli di sabbia e terra. Il vento siberiano creava ondate di sabbia e piccoli cicloni dappertutto. Da lontano, oltre il fiume, potevamo scorgere estrazioni e raffinerie di petrolio, e molti mostruosi blocchi sovietici di appartamenti. Decisamente non avevamo molto con cui riempire tre giorni, cosi ce la siamo presa comoda, ci siam rilassati, leggendo e passeggiando. D'altra parte pero' devo dire che la gente qui e' molto simpatica. Cercano di capire e di farsi capire nonostante le barriere linguistiche. Cercano sempre di essere d'aiuto e sono sempre pronti a sorridere per rinfrancarci nei momenti di imbarazzo. Ogni negozio sembra vendere per lo piu le stesse cose. Pesci esiccati interi, salsicce raggrinzite che sanno di mortadella e sottaceti sono tra I prodotti piu comuni.
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