Wednesday, June 4, 2008

Finally in China

Ce l'abbiamo fatta! Dopo un'estenuante viaggio in treno ed un controllo al confine che e' durato 8 ore, siamo infine entrati in Cina. Il primo impatto e' stato il treno stesso. In confronto ai treni Russi e soprattutto quelli Kazaki, i treni Cinesi a parita' di classe sono puliti, e superattrezzati con prese elettriche per qualsiasi spina (inglese, americana, australiana, europea), acqua calda per il te o per i noodle istantanei.

Al confine Kazako il treno e' dovuto andare in un impianto per cambiare l'ampiezza dei binari. Chi volesse poteva scendere per prendere qualcosa da mangiare. I poliziotti hanno brevemente controllato i documenti. A chiunque non fosse perfettamente in regola venivano chieste sistematicamente delle tangenti variabili tra i 150 e i 400 dollari. Nota che non sono multe, dato che non vengono mai dichiarate e vengono richieste in stanzette chiuse, prima amichevolmente, poi a suon di minacce. A detta dei nostri compagni di viaggio, in Kazakistan non ci sono mai problemi, se si e' irregolari, ci si legalizza a botta di bustarelle. I problemi vengono in Cina semmai.

Al confine cinese ci hanno fatto scendere a piccoli gruppi. Hanno controllato i nostri bagagli a fondo, ma si sono fermati a guardare solo i libri, le macchine fotografiche e le mappe, per verificare non portassimo materiali propagandistici. Sono rimasti perplessi per diversi minuti, osservando la foto di un murale di Banksy scattata a Londra: "A Nation under CCTV", pensando fosse un pericoloso messaggio politico (nota: CCTV e' il nome di una televisione pubblica cinese). In compenso ci hanno trattato benissimo. Molto gentili, formali, ci hanno offerto dell'acqua, e da gentiluomini si sono offerti di portare i bagagli di ogni donna sul treno.


We did it! After a strenuous journey on the train, and 8 hours of border controls, we finally entered China. The first notable difference was the train itself. Compared to Russian and most of all to Kazakh trains, the Chinese trains are very clean and very well equipped with multiple international power points, air conditioning, and hot water for making tea or instant noodles.

At the Kazakh border, the train had to go to a facility to fix the width of the wheels. People were allowed to get off at the station of the most depressive little town I've ever seen. Police briefly checked our documents. Whoever was not perfeclty regular was systematically asked for a bribe. variable between 150 and 400 USD. It happened to at least two people on our train. Note these were not fines, since they were not declared and were demanded in small closed rooms. As our compartment mates pointed out, as long as you are happy to pay bribes, you never have to worry about rules in Kazakhstan.

At the Chinese border instead, they had us get out of the train in small groups. They checked our luggage and paid extra attention to the content of our cameras, books and maps, to verify that we did not carry any propaganda materials. They got suspicious seeing a picture I got in London of a Banksy mural: "A Nation under CCTV", as they thought it was a dangerous political statement about China (note: CCTV is the name of a public Chinese tv).
On the other hand, they treated us extra nicely. Very formal, they offered us water, and like real gentlemen they offered to carry the luggage from and back to the train for every woman.
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