Thursday, May 29, 2008

Horses and mountains

Prima di lanciarci sull'altra grande citta' Kazaka, Almaty, abbiamo deciso di spendere qualche giorno nella riserva naturale di Aksu Jabagly. Sono sceso dal treno mezzo intossicato dai fumi di pesce esiccato che la donna con cui dividevamo il compartimento aveva comprato. Per fortuna l'aria di montagna, il buon cibo locale e le escursioni nel parco mi hanno fatto rinascere.Che la si visiti in jeep saltando sui fossi a tutta velocita', o cavalcando cavallini kazaki che pensano solo a mangiare e a mordersi a vicenda, oppure a piedi, la riserva ha dei paesaggi formidabili, flora e fauna unici ed un'atmosfera rilassante che mi mancava vivendo a Londra.

Il parc
o si trova vicino ad un villaggio, nel quale una coppia kazaka-olandese ci ha ospitato. Il villaggio, Jabagly, ha 2000 abitanti e 600 di questi sono ragazzini che frequentano la scuola locale. Non ci sono bar, non ci sono ristoranti, non ci sono locande, c'e' un solo negozio che vende un po' di tutto. Veramente, a parte prendersi cura di pecore e cavalli, non sembra esserci nulla da fare per questi ragazzi. Quasi tutti I bambini che abbiamo trovato bighellonare per le strade sono stati entusiasti per mettersi in posa, e tutti ci hanno salutato in inglese.

Le tubature del gas sono particolari qui in kazakstan, perche' invece di essere interrate, sono tutte rialzate a pochi centimetri dal terreno per facilitare le riparazioni in caso di terremoto. Se c'e un passo carrabile, le tubature prendono la forma di una porta da calcio. Di ritorno da una escursione, abbiamo incontrato il solo esperto dei paesi vicini per tali tubature. Il poveretto non ha una macchina per cui si sposta di posto in posto facendo autostop.


Before going to the other Kazakh big city, Almaty, we decided to spend some days in the natural reserve of Aksy Jabagly. I got off the train half intoxicated from the fumes of the dried fish the lady we were sharing the compartment with had bought. Luckily, the mountain air, the good local food and the excursions in the park gave me a rebirth. Either speeding on the hills on a jeep, riding small Kazakh horses that only focused in eating and biting each other, or trekking on canyons, the reserve has amazing landscapes, unique flora and fauna and a relaxing atmosphere I really missed living in London.

The park is near a village where a kazakh-dutch couple hosted us. The village, Jabagly, has 2000 inhabitants and 600 of these are school children. There are no cafes, no restaurants, no hostels, and only one shop that sells a bit of everything. Really, except for talking care of sheep and horses, there is nothing to do here for those kids. Almost all the children we met killing time on the streets were keen in posing for pictures and they all greeted us in english.

The gas tubes are peculiar in Kazakhstan, because instead of being underground, they are lifted a few centimetres above the ground. If there is a passage for cars, the tubes take the amusing shape of a soccer goal. Back from an excursion, we met the only expert in the neighborhood for such tubes. The poor man had no car and therefore moved around hitchhiking.
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